Pensieri: Paesaggi interiori

Ci siamo ormai abituati al fatto che la maggior parte delle immagini che vediamo nel mondo esterno siano state in qualche modo manipolate, o interpolate.

La cosa buffa è che, per motivi di coerenza interna, continuiamo ostinatamente a pensare che le immagini di noi che ci siamo costruiti (e che appartengono ormai al nostro mondo interno) siano, al contrario, vere e indiscutibili. Ma così non è.

Dobbiamo re-imparare ad avvicinarci all’immagine che abbiamo di noi stessi come ad un luogo che ci è in gran parte sconosciuto, cauti e curiosi di cosa – o di chi – potremmo incontrarvi.

Dobbiamo cioè imparare a ri-esaminare attentamente la superficie visibile di noi stessi, ma anche essere consapevoli che sotto questa superficie potrebbero celarsi modi di essere e vedere che ci hanno preceduto e che si sono stratificati nel nostro immaginario.

La delicatezza della ricerca e del recupero delle immagini, fatto che caratterizza tanto gli archeologi quanto i restauratori d’arte, dovrebbe farci da guida per questo lavoro che, se ben condotto, può permetterci di riscoprire capolavori perduti e svelarci la complessità della nostra personalità.

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