Archivio per febbraio 2011

Workshop: Auto-Foto-Terapia

Un work-shop per mettere a fuoco (è proprio il caso di dirlo) il rapporto esistente tra soggetto, emozioni e cibo, visto come ostacolo/mediatore tra l’immagine reale e quella idealizzata di sé.

Si tratta di un vero e proprio laboratorio che insegna ai partecipanti come utilizzare una fotocamera per prendere coscienza del proprio aspetto fisico e delle emozioni a questo retrostanti, anche attraverso una riflessione sulle abitudini alimentari. I partecipanti imparano a creare un foto-diario dell’alimentazione e delle emozioni, e ad utilizzare i dati per ri-comporre il proprio corpo e ri-vedere la propria immagine di sé.

Il percorso è basato sulle mie più recenti esperienze a proposito di modelli di auto-aiuto per la prevenzione e la terapia dei disturbi del comportamento alimentare per mezzo della fotografia terapeutica. La fotografia è infatti uno strumento straordinario che permette di scavare nella complessità della realtà e di ricavare un gran numero di informazioni sul fotografo e sul suo modo di vedere il mondo.

Scopo del work-shop, eminentemente esperienziale, è quello di mettere il partecipante in grado di utilizzare la tecnica dell’auto-foto-terapia nella propria vita quotidiana (e/o nella propria pratica professionale) dopo averla sperimentata su sè stesso.

Il workshop è aperto ad un numero massimo di venti partecipanti e si tiene nei week-end dei mesi di  maggio (21-22 oppure 28-29), giugno (18-19 oppure 25-26) e  luglio (9-10). Prevede due giornate di lavoro dalle ore 10 del sabato mattina alle ore 17 della domenica pomeriggio (pasto di mezzogiorno compreso) e si tiene presso la foresteria del Convento di S.Maria dei Servi a Sansepolcro (AR).

Se  sei interessato o vuoi maggiori informazioni scrivimi!

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Esercizio: Tatoo Me

Questo esercizio non è per tutti.

Richiede infatti un pre-requisito che per quanto diffuso non è universale. Sto parlando della presenza sulla pelle di uno, o più, tatuaggi.

E’ ben noto che il tatuaggio è (o almeno dovrebbe essere) un segno inconfondibile che una persona decide di incidere in maniera indissolubile sulla propria pelle a guisa di ornamento, o di accessorio corporeo.

Esso rappresenta un’affermazione di sè stessi; qualcosa che identifica il portatore in maniera talmente inconfondibile da venire di solito riportato persino sulle cartelle segnaletiche dei pregiudicati.

Il tatuaggio parla di te; di ciò che sei, di ciò che sei stato, di ciò che vorresti essere. Quale miglior soggetto dunque per un autoritratto? O per una serie di autoritratti?

Potresti pensare, ad esempio, ad una mappatura della tua pelle attraverso i tatuaggi, un pò come avevi fatto per le cicatrici di una vita, di cui questo esercizio può considerarsi una specie di estensione.

Resta solo da decidere l’inquadratura, che tipo di luce e di  focale usare e il gioco è fatto. Buon lavoro!

Citazioni: Foto ricordo

Quando ero ragazzo, la mia famiglia dava grande importanza alle nostre foto ricordo.

Le pianificavamo, ne facevamo la regia. Ci vestivamo bene, posavamo davanti a macchine costose, a case che non ci appartenevano, prendevamo in prestito cani.

Di recente ho contato undici cani diversi presi in prestito per le fotografie di un solo anno nel nostro album di famiglia.

Ed eravamo invariabilmente sorridenti.

Tutte le nostre foto di famiglia erano costruite in qualche modo come un’enorme bugia su ciò che eravamo.

Ma rivelavano la verità su ciò che avremmo voluto essere…”

Da: Richard Avedon. An autobiography. Random House/Eastman Kodak, New York 1993.

Tecnica: Photo-collage

Chi ha mai detto che un autoritratto non possa essere costruito a tavolino?

Intendo proprio in senso letterale, ovvero con forbici e colla! Hai mai provato la tecnica del photo-collage? Una bravissima insegnante di questa tecnica è la mia amica Sabine Korth, e se vuoi davvero imparare la tecnica del photo-collage dovresti dare un’occhiata al suo sito, ma se vuoi intanto sperimentare di che cosa si tratta puoi farlo anche subito.

Per cominciare devi procurarti qualche fotografia che ti ritrae. Scegline qualcuna che inquadra soltanto il viso, o il busto e qualcuna che invece ti ritrae a figura intera e stàmpale.

Scegline due, di cui una formato ritratto e l’altra a figura intera poi procurati un paio di forbici e cerca di ritagliare il più minuziosamente possibile la tua immagine.

Adesso prendi qualche rivista, sfogliala e scegli le immagini che ti colpiscono di più. Ritaglia le pagine con attenzione in modo da non rovinarle. Perfetto…

E ora non devi fare altro che comporre una nuova immagine, giustapponendo i tuoi ritratti sull’immagine di  sfondo presa dalla rivista. Una puntina di colla tipo Vinavil ti aiuterà a posizionare il tuo ritratto sullo sfondo. E per finire…ri-fotografa il tutto e stampa l’immagine. O magari, meglio ancora, ri-fotografalo usando una Polaroid.

Ed ecco il risultato: un autoritratto fatto con la tecnica del photo-collage.

Esercizio: autoritratto in rosso

E va bene, è una idea rubata a Franco Fontana (uno dei miei maestri), ma in realtà Franco la usa per i paesaggi. Quindi diciamo che ne è un adattamento alla visione di un paesaggio interiore.

In breve, il compito consiste nel realizzare un autoritratto in rosso.

Che cosa significa? E’ presto detto, deve essere un’immagine che in qualche modo possa essere definita un autoritratto, ma in cui il soggetto principale sia il colore rosso.

Il che significa che se viriamo la fotografia in B/N essa perderà di significato in quanto sottratta di un elemento essenziale. Ti faccio un semplice esempio tanto per capire meglio.

Immagina un primo piano di labbra laccate di rosso e un rivolo rosso che fuoriesce dall’angolo della commissura delle labbra. Ecco, adesso prova a sottrarre il colore rosso e a trasformare l’immagine in B/N e vedrai che questa perderà gran parte del suo significato.

Se hai dei dubbi sull’efficacia dell’imagine, quindi, non hai che da fare la controprova, virando l’imagine in B/N per vedere cosa rimane del suo impatto iniziale.

Capito adesso? Buon lavoro!

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