Pensieri: Autoritratto come autoterapia?

Un autoritratto può essere terapeutico?

Questa domanda rimbalza frequentemente sulle pagine di blog e riviste di arte terapia e la risposta ovviamente è: certo che sì! Il problema è che leggendo diversi contributi anche di autori che pure non definirei ingenui, è invalso l’uso di ritenere che qualsiasi autoritratto possa avere in sè una valenza terapeutica.

Debbo dire che non concordo affatto con questa teoria. Sarebbe come dire che dato che il fatto di sognare può essere terapeutico allora ogni sogno lo è tout court.

In realtà ciò che rende terapeutico un autoritratto (come del resto un sogno) non è tanto l’atto di auto-raffigurazione in sè stesso, quanto piuttostola ricerca e l’attribuzione  ad esso di un significato.

E’ dunque la cornice e non il  contenuto in sè, ciò che definisce il contesto come terapeutico (o auto-terapeutico) oppure no. Questo spiega perchè tantissime persone passano la giornata a scattarsi autoritratti da pubblicare sulle proprie pagine FB senza trarne quasi mai alcun beneficio.

Altri invece si limitano a scattarsi un autoritratto al mese, nello stesso luogo, alla stessa ora del giorno, nello stesso giorno della settimana, e poi vanno alla ricerca delle sottili modifiche intercorrenti tra le diverse immagini e pertanto ne traggono un significato terapeutico.

Una preciazione forse banale, ma a mio parere necessaria…

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