Archive for the ‘ Idee per autoritratti ’ Category

Esercizio: La presentazione

L’esercizio che ti propongo oggi è assolutamente in linea con le nuove tendenze in merito di relazioni telematiche.

In realtà però questo è soltanto un pretesto per costringerti a focalizzare la tua attenzione su alcune parti di te che forse non sempre tieni in debita considerazione.

Immagina di aver incontrato una persona sulla rete. Può essere accaduto interagendo con un/una blogger o nel corso di una chat, o di una BBS. Non è una cosa poi tanto difficile da immaginarsi, giusto?

E ora immagina di dover decidere come presentarti a questa persona. Chiaramente ne sei piuttosto interessato/a, o forse dovrei dire…affascinato/a e pertanto vuoi inviarle una immagine di te che ti rappresenti, ma soprattutto di descriva al tuo meglio.

Che tipo di immagine scatteresti per questo scopo?

Ti pregherei di resistere alla comprensibile tentazione di cominciare a scartabellare nella cartelle delle fotografie presenti nel tuo computer e di realizzare invece una immagine ex-novo. In questo modo potrai presentarti con il tuo aspetto attuale (che ti piaccia o no…oggi sei così).

Pertanto dovrai decidere, che taglio dare alla foto (solo volto, o figura intera?) come vestirti, che tipo di background porre sullo sfondo dell’immagine, se includere qualche altra persona nella foto, se circondarti di un qualche oggetto particolare che ritieni possa essere un utile completamento della tua personalità.

E adesso scatta. Scatta e rivedi e correggi e riscatta finchè non sarai soddisfatto del risultato raggiunto. Chissà…una foto del genere potrebbe sempre servirti…la vita è piena di sorprese!

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Esercizio: La mia dieta

Un esercizio di autoritratto molto particolare consiste nel fotografare la propria dieta.

Per dieta intendo in questo caso il regime alimentare, il tuo modo di alimentarti; ciò che mangi abitualmente. In altre parole l’esercizio che ti propongo consiste proprio in questo: per un’intera giornata, fotografare tutto quello che mangi un attimo prima di consumarlo. E quando dico tutto intendo proprio dire TUTTO!

Se il problema che ti stai ponendo ora è la disponibilità quotidiana della fotocamera ti ricordo che, per un compito così semplice, quella del tuo cellulare sarà più che sufficente.

A proposito! Sapevi che questo esercizio, se prescritto ad un individuo obeso, e protratto per tre mesi può aiutarlo a perdere fino al 15% del proprio peso corporeo senza bisogno di nessuna altra prescrizione dietetica? Se il tuo obiettivo è perdere peso questo esercizio potrebbe aiutarti.

Ma al di là di questo, noi non siamo mai realmente consapevoli del tipo e/o della quantità degli alimenti che ingeriamo ogni giorno. Nè del setting in cui questo consumo avviene.

Il fatto di fotografare la tavola, unitamente al piatto, alle posate e allo scenario circostante può darti in questo senso alcuni insight interessanti ed assolutamente imprevedibili.

I giapponesi usano dire: “Se guardi come un uomo mangia vedi com’è che prende la vita“. Mai proverbio è stato più vero. Prova tu stesso e vedrai…

Pensieri: I want to be a mum

Ho trovato meraviglioso e pieno di vita il progetto di Serena Salvadori “I want to be a mum recentemente premiato al FotoFestiwal di Lodz.

Mi è piaciuto il coraggio, la freschezza, il taglio, l’ingenuità, la vitalità e anche la paura che Serena ha saputo condensare nei suoi scatti.

C’è chi ha definito queste immagini troppo forti...Un termine curioso, che forse vuol significare crudo, o esplicito, pensiero comprensibile se guardiamo queste immagini con l’ottica dei fruitori di riviste glamour, di gran moda in questa parte del secolo.

Le fotografie di Serena Salvadori non esprimono certo glamour, nè pretendono di sedurre, ma si offrono piuttosto allo sguardo indiscreto dello spettatore offrendogli un assaggio dell’anima dell’autrice. Il problema è proprio questo, che bisogna riuscire a intra-vedere l’anima dell’autrice attraverso il suo corpo, cosa questa che purtroppo non riesce a tutti.

Dovendo scegliere il soggetto per un reportage, la fotografa ha scelto di mettere sè stessa davanti alla lente dell’obiettivo e questo fino ad oggi è riuscito davvero a pochi.

Per questi motivi mi piace Serena Salvadori, perchè è una donna con una sua personalissima visione…

Esercizio: Ritratto italiano

Oggi ti propongo un esercizio in tema con i festeggiamenti per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia,

L’esercizio consiste nel realizzare un autoritratto italiano. Un autoritratto che parli della tuo essere italiano. Un autoritratto che dica a chi lo vedrà: “Io sono un italiano, un italiano vero…” Un autoritratto che ti mostri italiano al di là di ogni ragionevole dubbio.

Potremmo discutere a lungo (anche animatamente) sul significato di questo concetto ma, al di là di ogni facile ironia, il senso più profondo di questo esercizio è quello di spingerti a riflettere.

In che modo il fatto di essere nato e cresciuto in questo paese può avere segnato il tuo volto, le tue mani, il tuo corpo, la tua casa, il tuo lavoro, i tuoi hobbies, etc.?

Hai mai pensato come la tua vita potrebbe essere diversa se fossi nato e cresciuto ad Amburgo, o a Lione, o a Cardiff, ad Istanbul, o a Vladivostock?

Al di là della riflessione su come le differenze culturali ci segnano, credo che questo esercizio possa essere un’ottima opportunità per recuperare anche una fierezza dell’essere italiani che anno dopo anno va (ahimè) sempre più scemando.

Buon lavoro, dunque!

Esercizio: Tatoo Me

Questo esercizio non è per tutti.

Richiede infatti un pre-requisito che per quanto diffuso non è universale. Sto parlando della presenza sulla pelle di uno, o più, tatuaggi.

E’ ben noto che il tatuaggio è (o almeno dovrebbe essere) un segno inconfondibile che una persona decide di incidere in maniera indissolubile sulla propria pelle a guisa di ornamento, o di accessorio corporeo.

Esso rappresenta un’affermazione di sè stessi; qualcosa che identifica il portatore in maniera talmente inconfondibile da venire di solito riportato persino sulle cartelle segnaletiche dei pregiudicati.

Il tatuaggio parla di te; di ciò che sei, di ciò che sei stato, di ciò che vorresti essere. Quale miglior soggetto dunque per un autoritratto? O per una serie di autoritratti?

Potresti pensare, ad esempio, ad una mappatura della tua pelle attraverso i tatuaggi, un pò come avevi fatto per le cicatrici di una vita, di cui questo esercizio può considerarsi una specie di estensione.

Resta solo da decidere l’inquadratura, che tipo di luce e di  focale usare e il gioco è fatto. Buon lavoro!

Tecnica: Photo-collage

Chi ha mai detto che un autoritratto non possa essere costruito a tavolino?

Intendo proprio in senso letterale, ovvero con forbici e colla! Hai mai provato la tecnica del photo-collage? Una bravissima insegnante di questa tecnica è la mia amica Sabine Korth, e se vuoi davvero imparare la tecnica del photo-collage dovresti dare un’occhiata al suo sito, ma se vuoi intanto sperimentare di che cosa si tratta puoi farlo anche subito.

Per cominciare devi procurarti qualche fotografia che ti ritrae. Scegline qualcuna che inquadra soltanto il viso, o il busto e qualcuna che invece ti ritrae a figura intera e stàmpale.

Scegline due, di cui una formato ritratto e l’altra a figura intera poi procurati un paio di forbici e cerca di ritagliare il più minuziosamente possibile la tua immagine.

Adesso prendi qualche rivista, sfogliala e scegli le immagini che ti colpiscono di più. Ritaglia le pagine con attenzione in modo da non rovinarle. Perfetto…

E ora non devi fare altro che comporre una nuova immagine, giustapponendo i tuoi ritratti sull’immagine di  sfondo presa dalla rivista. Una puntina di colla tipo Vinavil ti aiuterà a posizionare il tuo ritratto sullo sfondo. E per finire…ri-fotografa il tutto e stampa l’immagine. O magari, meglio ancora, ri-fotografalo usando una Polaroid.

Ed ecco il risultato: un autoritratto fatto con la tecnica del photo-collage.

Esercizio: autoritratto in rosso

E va bene, è una idea rubata a Franco Fontana (uno dei miei maestri), ma in realtà Franco la usa per i paesaggi. Quindi diciamo che ne è un adattamento alla visione di un paesaggio interiore.

In breve, il compito consiste nel realizzare un autoritratto in rosso.

Che cosa significa? E’ presto detto, deve essere un’immagine che in qualche modo possa essere definita un autoritratto, ma in cui il soggetto principale sia il colore rosso.

Il che significa che se viriamo la fotografia in B/N essa perderà di significato in quanto sottratta di un elemento essenziale. Ti faccio un semplice esempio tanto per capire meglio.

Immagina un primo piano di labbra laccate di rosso e un rivolo rosso che fuoriesce dall’angolo della commissura delle labbra. Ecco, adesso prova a sottrarre il colore rosso e a trasformare l’immagine in B/N e vedrai che questa perderà gran parte del suo significato.

Se hai dei dubbi sull’efficacia dell’imagine, quindi, non hai che da fare la controprova, virando l’imagine in B/N per vedere cosa rimane del suo impatto iniziale.

Capito adesso? Buon lavoro!

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