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Teoria: Verità e menzogna negli autoritratti fotografici

Ipotesi: se nessun autoritratto è realmente in grado di racchiudere tutta la complessità di un individuo, allora ogni autortratto è necessariamente una finzione?

In altri termini: un autoritratto è una constatazione, o un’illustrazione dell’individuo che vi è raffigurato? E’ pertanto la raffigurazione di una verità, o la raffigurazione di una menzogna?

A questa domanda, che mi viene spesso rivolta nel corso di seminari, io di solito rispondo in modo molto pratico. Un autoritratto è vero quanto lo è una verità giudiziaria. Possiamo essere d’accordo oppure no, ma è semplicemente così.

Quando parliamo di autoritratti è importante rendersi conto che questi raffigurano sempre e comunque una realtà, prima ancora che una verità.

Se dunque in quel momento l’occhio della macchina fotografica  ha fotografato quella realtà, che importanza ha il mettersi a discutere sulla veridicità dell’immagine?

Gli specchi dicono forse la verità? Gli specchi si limitano a rirpodurre ciò che in essi si riflette, e comunque in uno specchio ciascuno di noi vedrà solo ciò che vuole vedere, cancellando percettivamente tutto il resto. E non a caso, definiamo l’autoritratto: uno specchio dell’Io.

Se vogliamo lavorare con gli autoritratti chiediamoci dunque come possiamo utilizzare, a scopo di crescita personale, quelle realtà che vediamo raffigurate nelle immagini senza preoccuparci tanto del fatto che quelle immagini siano veritiere oppure no.

Teoria: Mostrare i propri autoritratti fotografici

E’ utile mostrare i risultati del proprio lavoro con gli autoritratti ad altri?

A ben vedere è una domanda tuttaltro che banale. Di solito raccomando alle persone che decidono di intraprendere questo tipo di ricerca di tenere inizialmente per sè le immagini prodotte.

Anche nel caso in cui si tratti di un lavoro consigliato dal proprio terapeuta, credo che all’inizio siano necessari un pò di tempo e di abitudine prima di avere ilcoraggio di mostrarsi a qualcuno diverso da sè.

Non forzatevi dunque, non c’è nessuna fretta.

Spesso chiedo ai miei pazienti di descrivermi i loro primi scatti (spiegando loro come farlo), proprio come se si trattasse di sogni.

Solo in un secondo tempo dico loro che se vogliono mostrarmi le immagini.

E’ molto importante che, nel caso dell’utilizzo terapeutico degli autoritratti, questo venga chiarito al paziente prima ancora di cominciare, onde fugare ogni fantasia del terapeuta-voyeur.

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Se sei arrivato su questo Blog significa che hai un qualche interesse per l’utilizzo della fotografia per scopi terapeutici o autoterapeutici.

In ogni caso qui, spero, troverai le informazioni che stai cercando unitamente a nuovi esercizi di autoraffigurazione, suggerimenti per l’utilizzo della tecnica auto-fotografica in diversi campi e con diverse tipologie di persone.

Inoltre potrai inviare i tuoi autoritratti, parteciapre a discussioni, proporre nuovi argomenti o thread di discussione, suggerire ricerche o cercare collaborazioni scientifiche in merito.

Spero che il sito ti sia utile, ma per ogni dubbio o necessità, non esitare a contattarmi personalmente.

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